Edward Snowden: Nel 2013 il mondo scopre di essere spiato

Nel 2013 lo sviluppo tecnologico, d’altronde come oggi, era irrefrenabile. Ricordo che due dei più grandi colossi della tecnologia Apple e Samsung si sfidavano a “colpi di silicio”, a chi riuscisse a progettare e commercializzare lo smartphone più performante da mettere in cima della classifica vendite globali.

Ma in questa scenario in cui poco più di un’anno dopo ci fù anche lo “switch”, il passaggio dalla rete telefonica di terza generazione 3G a quella più veloce e avanzata di quarta 4G. Beh in questo contesto si affacciò la storia di Edward Snowden.

Ma questo uomo con un viso apparentemente di un nerd smanettone di tecnologia, invece era molto di più.

Infatti si scopri che lui era un informatore della CIA (Central Intelligence Agency), una delle Agenzie di sicurezza e spionaggio più potenti del pianeta, e la prima negli Stati Uniti.

Snowden tra le mille vicissitudini che accompagnano ancora oggi la sua storia, ammise attraverso le sue indagini, lavori e studi, che praticamente tutti quanti, ogni essere umano, in ogni parte del globo terrestre era costantemente “spiato”, o meglio ancora “sorvegliato”.

La cosa destò, e non pochi dubbi, sia sulla veridicità delle parole di Snowden, ma gettò ancor di più “ombre” sull’operato in incognito della CIA sia negli Stati Uniti, che all’estero.

Ora che esistano “attività di spionaggio tra le varie agenzie governative non è una novità, ma queste sicuramente hanno ricevuta una spinta più potente quando all’inizio degli anni’50 vennero lanciati al di fuori dell’orbita terrestre i primi satelliti (oggi ne possiamo annoverare  a centinaia di migliaia). 

La guerra fredda, la guerra in Vietnam, Il Watergate, la caduta del muro di Berlino, i recenti Russiagate, Vatileaks, e il freschissimo Obamagate (i cui risvolti si vedranno in futuro), solo queste rappresentano le operazioni di spionaggio più famose che da una parte degli “insider jobber” ( dei collaboratori interni come Snowden) e dei “teorici del complotto” alimentano  ogni anno aggiungendo capitoli nuovi e “segreti mai svelati prima in tv” (tutti da verificare poi).

Sicuramente quello che posso dire è che la figura di un uomo come Snowden (oggi situato in Russia) suscita sempre un alone di mistero, interesse, paura, e complottismo, che appassiona sempre di più le persone sia come me che tante altre nel mondo curiose di conoscere ciò che viene nascosto.

Prove di immortalità: Entro il 2030 i nanorobot inseriti nel corpo

Sembra un utopia, ma del resto questo periodo ci sta insegnando che nulla (nel bene o nel male) è impossibile.

Cosi come è il mito della “eterna giovinezza” e “immortalità” inseguito da sempre dalla alta classe nobiliare antica e dalla classe top finanziaria di oggi.

Ma con lo sviluppo tecnologico di oggi è possibile arrivare a sperimentare tutto questo?

La risposta è si. Ed infatti sono numerose ormai, odierne e passate le pubblicazioni in ambito medico. Pochi giorni fa la rivista in ambito medico Science a rilasciato un’articolo in cui si parla dell’utilizzo entro il 2030 di una tecnologia sottocutanea, iniettabile, basata sull’impego di nanorobot.

Si ok ma cosa sono i “nanorobot”? Sono per l’appunto dei robot rimpiccioliti di 9 volte la grandezza di un centimetro, che come una “squadra di calcio” lavoro in contemporanea per abbattere una cellula dannosa (come ad esempio quelle tumorali) o ricostruire o favorire la costruzione di nuove (come ad esempio le cellule staminali).

Sicuramente qualche esperto o medico riderà  davanti a questa descrizione, ma la mia non è presunzione da tuttologo e lungi da me esserlo, ma solo grande curiosità.

Certo, c’è chi crede che un utilizzo errato di tale tecnologia possa invece che curare, magari “indurre” alla morte attraverso la replicazione di quelle cellule dannose, magari favorendone la velocità di replicazione.

E’ sicuro che ne scopriremo molto di più nei prossimi anni, quando questa tecnologia (vista anche l’attuale crisi economica) è davvero solo alla portata di pochissimi miliardari nel mondo, e sarà sicuramente dopo il 2030 alla portata anche di noi poveri comuni mortali.

C’è chi pensa che questa tecnologia sia solo un modo per emulare o spingere al massimo la ricetta della eterna giovinezza, tentando di eliminare il processo di invecchiamento e quindi “non accettando” il fatto che ci sia un “passare degli anni” inesorabile e con esso il rallentamento del processo di rigenerazione delle cellule.

Personalmente la mia idea è che da una parte mi affascina l’idea che ci sia una tecnologia che possa quanto meno curare o fermare sul nascere bruttissime malattie, ma l’idea di avere dei componenti movibili all’interno del mio corpo mi lascia al quanto perplesso. Non sono un cultore del mito dell’eterna giovinezza, ma l’idea che io possa vivere più anni dei miei genitori e soprattutto in salute mi farebbe piacere.

L’utilizzo dei nanorobot non si ferma solo nell’ambito medico, ma anche in quello economico. Da circa un’anno si parla di un progetto inserire un microchip sottocutaneo per sviluppare una moneta elettronica con tanto di portafoglio (wallet) perfettamente integrata nella “Digital Economy” e “Società Cashless” (a tal riguardo vi invito a leggere i miei passati articoli).

Logicamente queste nuove tecnologie come in futuro anche l’acqua (ne scriverò a breve un’articolo), saranno sicuramente oggetto di speculazioni finanziarie e guerre di tutti i tipi per accaparrarsi al migliore tecnologia al più basso prezzo.

Tutto questo discorso però rappresenta un elementi di “rottura” con l’attuale e passato mondo che abbiamo vissuto, e che nel bene e nel male ci cambierà per sempre.

Before Sleep: Quali sono le vostre abitudini prima di andare a dormire?

Interesse, curiosità o pettegolezzo. Eppure è cosi, tutti noi abbiamo delle “routine” prima di coricarci a letto.

Soprattutto in questo periodo, ne abbiamo ritrovate di vecchie e sperimentate di altre. Lo so, brutti maliziosi, che state leggendo questo articolo e pensate subito al sesso, e invece sto scoprendo sempre di più che le persone hanno voglia di scoprire nuove abitudini.

Skin Care, Tisane relax e detox bio, una sigaretta accesa o un sigaro, una corsetta, o magari chi si sbriga le faccende accumulate del giorno prima.

Molti di noi si dedicano alle attività videoludiche, sparandosi una serie tv dopo l’altra o tornei gaming da pc o playstation, oppure chi si dedica al telelavoro tipo marketing online o chi segue le varie videochiamate zoom.

Poi c’è una piccola parte come me, che si dedica all’attività di “apertura mentale” che legge libri di qualsiasi tipo, (io personalmente leggo poco il genere fantasy) di cui non vado molto pazzo, ma sicuramente stimola molto la mente per chi è amante del genere.

Poi ci sono coloro che hanno magari un lato più nostalgico, cioè che magari hanno un amico o parente dall’altra parte del mondo e quindi si fissano un orario dedicandosi ad una videochiamata su Skype per sentire come stanno.

C’è una buona parte che si dedica ai giochi da tavola tipo Risiko, o chi magari “riscopre” il piacere di “Nomi, Cose e Città” o addirittura chi gioca con il mitico Pongo con il proprio figlio.

La mia domanda che vi faccio è: Quali sono le vostre abitudini prima di andare a dormire?

Mala tempora currunt sed peiora parantur

Pronunciava così più di 2000 anni fa Marco Tullio Cicerone, quando all’interno dell’Impero Romano tra vicissitudini varie si presagiva a “eventi brutti e tempi ancor più brutti”, o meglio per trascrivere dal latino “stiamo vivendo tempi non buoni, ma si preparano tempi peggiori”, ed in fondo non si sbagliava.

Questo conferma non solo l’incredibile, visione predittiva dei romani, cosi percettivi e interessati agli eventi naturali, da segnalarne in anticipo brutti tempi.

Brutti tempi che è chiaro a tutti che stiamo vivendo, e non solo noi umani.

Si lei, il nostro pianeta, la Terra, che (anche per causa nostra) soffre. Soffre per l’inquinamento elettromagnetico, chimico, e soffre perché sente, percepisce che questa situazione che sta accadendo ai suoi abitanti umani, umana non è.

E quindi cosa fa? Come tutte le forme di vita dotate di “omeostasi” si ribella a tutto ciò, e lo fa nella maniera anche più “spettacolare” possibile.

Solo di ieri ci giungono dalla Sicilia, o meglio, dalle città limitrofe al vulcano Etna che erutta ormai incessantemente da più di una settimana, coprendo ieri con una coltre nera di fuliggine tutte le strade e case dei paesi li vicino, e rivedendo le immagini ci sembra un po’ come immaginare la Pompei di migliaia di anni fa.

Ma non solo i vulcani eruttano. E’ di pochi giorni fa una segnalazione di un sisma in Giappone di 8 gradi della scala Richter! (si avete capito bene 8 gradi). Essendo i giapponesi molto più preparati di noi, ed avendo speso miliardi da dopo Fukushima, hanno costruito case “elastiche”, cioè strutture robuste, ma capaci di ondularsi in caso di terremoto e quindi non rimanere statiche e crollare, ed infatti non ci sono state vittime.

Rimanendo in tema vulcani, anche in Nepal e Birmania ci sono state altre eruzioni. Oppure ricordare anche come pochi giorni fa sia nel porto di Pozzuoli, che in alcuni canali di Venezia, praticamente c’era la secca, cioè totalmente senza acqua.

Come non dimenticare invece, proprio questa estate, il terremoto di 6.8 gradi che colpì una cittadina vicino Zagabria, praticamente radendola al suolo, mietendo vittime e feriti.

Ormai diamo per scontati lo scioglimento dei ghiacci, oppure cosa è successo in Texas, cioè una specie di “mini glaciazione” che ha ghiacciato tutto lasciando gli ignari cittadini texani per settimane senza, luce, acqua , gas, e viveri, quasi da scenario apocalittico.

Ora non sono un vulcanologo, geologo, biologo e né tantomeno un attivista con l’hashtag  #StopGlobalWarming, magari caro al movimento di Greta Thunberg, però penso che qualcosa di grande deve davvero accadere non solo al livello di omeostasi, di cambiamenti umani, ma anche di natura, quella natura così alle volte bella e brutale, che anche attraverso cataclismi rimette apposto il suo equilibrio e che noi sappiamo cogliere i messaggi che invece gli antichi romani seppero fare.

Dilemma moderno: Ha ancora senso avere una laurea?

Da giorni ormai mi pongo questo quesito: Ha ancora senso conseguire una laurea? E soprattutto quale?

Partiamo dalla prima domanda: D’istinto direi subito di “no”, però è anche vero che con la digitalizzazione in atto, magari tante facoltà possono reinventarsi da zero magari aprendo un canale su YouTube e registrando dei video da caricare come “specchietto per le allodole”.

Facciamo un esempio: Sono laureto in filosofia e non riesco a trovare uno sbocco lavorativo. Ok penso, prendo tempo, e poi concludo registrando dei video magari su Hegel, Platone e aprire una serie. Posso farmi aiutare da un’amico grafico, oppure magari chiedere aiuto a un’esperto per farmi fare la copertina dei video

Facciamo un altro esempio: Sono un personal trainer, e adesso, a parte dei “piccoli gruppi” in esterna non riesco a lavorare. Ok parto da zero, solo con cellulare, mi registro i video e li carico sempre su YouTube, e checché se ne dica rimane la più grande piattaforma di streaming nel mondo.

Per quanto riguarda le “lauree” che in realtà avranno e hanno già oggi, un futuro e lavoro ne ho parlato in diversi articoli senza che mi dilunghi di nuovo.

Ma non solo quasi tutte le nozioni delle lauree possono essere portate online, ma ci sono già altri mestieri che si stano adattando, e magari mi vengono in mente le onicotecniche, che oltre alle loro pagine Instagram, già molte stanno aprendo dei canali su YouTube, iniziando a fare magari dei video sul “microblanding” e poi da vendere e vedere sotto forma di abbonamento al canale.

Ora però come io stesso sto sperimentando che  esistono altre piattaforme quali Rumble, Vimeo, Bitchute che offrono non solo più spazi di libertà (magari in futuro saranno i nuovi recinti), e che danno la possibilità dio iniziare da zero nuovi lavori partendo da zero.

La mia curiosità mi spinge sempre a cercare nuove soluzioni, ed questo che auspico a tutti voi.

Oggi scrivere un pensiero in un blog equivale a un messaggio nella bottiglia di ieri

Si è proprio vero, oggi scrivere un articolo, un messaggio, o una banale frase su di un social o blog come il mio, equivale al livello di energia e immagine a quella del messaggio del naufrago alla Robinson Crusoe.

Non credo di aver esagerato facendo questo “esempio”, perché in fondo oggi nell’epoca del distanziamento sociale, i nostri messaggi digitali, persi non nel mare salato, ma nella “rete” online di Internet, vengono ricevuti come una bottiglia in mezzo a un mare di rifiuti, e stappata per leggere quella pergamena, che all’epoca era scritta con inchiostro di chino nero e penna di struzzo e oggi con tastiera qwerty con digitalizzazione t9.

C’è differenza tra ieri e oggi? Paradossalmente no, nel senso che se oggi la rete ci avvicina un po’, ma ci divide anche, esattamente come il mare che sembra piccolo ma incredibilmente ampio.

Certo con le cartine geografiche, o meglio oggi, il GPS, noi possiamo capire dove andrà e in quale isola viene mandato il nostro messaggio.

Finiscono qui i parallelismi? Ma certo che no, perché se pensiamo alle isole, oggi non abbiamo le Hawaii, Figi, o Polinesia Francese, ma si chiamano Facebook, Twitter, o Instagram, il cui porto o “atollo” si chiama Direct.

Forse, forse si, certe volte cambia tutto per non cambiare nulla.

E se potessimo viaggiare nel tempo, tu cosa faresti?

Bella domanda, che molto spesso in questo periodo mi sono fatto. Perché si, è inevitabile chiedersi “se potessi tornare indietro, anche solo al 2019, magari non sarei qui”, e scommetto che questa affermazione l’avete pensata tutti.

Ok immaginiamo che invece della pandemia, viene annunciata una nuova scoperta, quella che l’uomo sognava da tempo: la macchina del tempo.

Il viaggio indietro o in avanti nel tempo è da sempre nei pensieri e nella fantasia dell’uomo dagli antichi egizi, passando per i sumeri, romani ed ora dai nuovi pionieri del mondo come il miliardario Elon Musk.

Molte sono le serie fantasy girate su questo tema, e tante scene sono state accoppiate a questo argomento, e mi viene in mente per esempio la “famosa” stanza dello spirito e del tempo di Dragon Ball.

Ma seriamente voi se potreste viaggiare nel tempo cosa fareste?

Io nutro curiosità per il “non detto” (cioè per quello che mi viene raccontato e devo prenderlo per buono), magari tornare indietro nel tempo e sapere se magari davvero una “schiera” di 20000 uomini legati l’un l’altro con una corda con la sola forza trainante dei loro corpi riuscirono a costruire le strutture più antiche e affascinanti di sempre: Le piramidi.

Oppure andare in avanti, e magari sapere ci aspetta dopo questo periodo un futuro di tecnologia 3d avanzata che permette di abolire la schiavitù del lavoro, e magari attraverso le “cellule staminali” si impiantano o creano organi nuovi da zero, e riparandoci noi, come se andassimo dal meccanico vivendo praticamente sempre giovani.

Questa mia curiosità, però, è accompagnata da un velo di malinconia, e questo perché se oggi sono qui a scrivere secondo me non solo c’è un motivo, un destino, un fato, un filo logico, e quindi alterare questo cammina “prima” o “dopo” sarebbe sbagliato.

Certo, tornare indietro e cancellare gli sbagli grandi che abbiamo fatto con un attimo ci farebbe star bene, ma poi però saremmo le persone di oggi. Non lo so sinceramente.

La domanda che faccio a voi é: Viaggereste nel tempo per modificarlo?

Extraterrestri: Tra meno di 180 giorni i documenti definitivi

In questo incredibile periodo, sicuramente a molti (ma per fortuna non a tutti), è sfuggita la notizia che, tramite uno degli ultimi ordini esecutivi da Presidente in carica Donald Trump, firmò un documento che entro 180 giorni (e questo documento risale allo scorso gennaio), il “rilascio” o in gergo “declassificazione” completo da parte sia del Pentagono che della CIA dei “documenti” considerati “top secret” da parte del governo degli Stati Uniti nei confronti di tutti quegli studi ed avvistamenti emersi e fatti in moltissimi anni.

Molte sono le storie di avvistamenti di “dischi volanti” ed “oggetti non identificati” da parte di persone comuni o magari di piloti di aerei sia militari che civili.

Ma questa notizia ha del clamoroso!

In quanto anche se come penso non sapremo mai realmente la verità, l’ammissione che ci siano state in passato, o che ci sono tutt’ora entità non terrestri presenti nel nostro pianeta cambierebbe per sempre la nostra visione della vita, ancor di più del covid.

Dai dipinti e disegni degli antichi egizi,  alle navicelle naziste, passando per la navicella caduta a Roswell, fino alla creazione della famosa base segreta “AREA 51”, il velo di mistero e curiosità su contatti extra dimensionali ha sempre affascinato una grande fetta di persone, che siano presunti ufologi, complottisti da bar, teorici della cospirazione o semplicemente dei curiosi.

Rettiliani, Annunaki, Pleiadiani, Andromediani, ci sono molte storie anche sulle “varie razze” aliene.

Un altro aspetto che lega da sempre gli alieni, sono i loro esperimenti o presunti tali, tramite i “rapimenti alieni” o chiamati in gergo ABDUCTION, di cui anche in questo caso ci sono sparse nel mondo a centinaia di migliaia di documenti e testimonianze

Molti sarebbero gli argomenti da affrontare, di cui però non sono un’esperto, ma solo un curioso personaggio che è in attesa di sapere come vada a finire questa affascinante storia.

Quanto è difficile oggi mantenere un’equilibrio?

Si sa, da circa più di 20 anni le nostre vite vivono “esattamente” come un “equilibrista” che su un filo tra “genio e folli”, cerca di mantenere il giusto equilibrio.

Nella vita di tutti i giorni però, questo equilibrio (ancora prima del covid), era molto precario, soprattutto qui da noi in Italia.

Le tante ore lavorative a fronte di una paga bassa, lo stress di una vita frenetica e basata sul consumo, hanno portato tante persone al “bornout”, situazione divenuta ancora più complicata con questa situazione.

Lo scorso anno abbiamo provato cosa vuol dire perdere la nostra “consueta” routine, magari ritrovandoci anche tutta la famiglia in casa e dove le giornate sembravano tutte uguali.

La mente umana, portata sempre alla ricerca di nuovi stimoli, cercava nuove forme di “aggregazione a distanza”, come non ricordare le famose “challenge” su chi faceva in minor tempo possibile gli squat o la panca piana, o chi aveva il costume più bello, o addirittura a che faceva il dolce più buono.

Ora veniamo a noi. E’ ormai passato un’anno e molte persone complice anche la mancanza di lavoro, non riescono a trovare più un giusto equilibrio.

Si ok e quindi tu come hai fatto? Io personalmente da aprile mi dedico al piacere di ritrovare la natura e le piccole cose, come magari coltivare la terra, dare una mano ad un amico, magari portare la spesa ad una anziana in difficoltà, mi fanno sicuramente sentire bene e provare quel senso di pace che per tanti mesi ho smarrito.

Il mio consiglio è: dedicate del tempo a ciò che ritenevate prima scontato, come ad esempio la natura.

Ok , ma se io abito in città , in un palazzo? Io ho sempre pensato che magari fare beneficenza tramite le tante associazioni in Italia, non solo sia utile ma anche “benefico” al corpo e all’anima. Ecco magari unirsi a dei volontari che fanno spesa solidale, da distribuire, perché no, anche all’interno della vostra scala non è assolutamente una “ cattiva” idea, sicuramente molto meglio che star a poltrire sul divano a mangiare schifezze guardando l’ennesima puntata delle serie tv.

Eros e piacere: Come cambia la percezione di entrambi

Un aspetto poco trattato in questo periodo, è sicuramente la “sfera” riguardante l’ambito “erotico” e “passionale” di ogni persona.

Lungi da me , dare un giudizio medico, non lo sono e non mi permetterei mai, ma posso dare il mio punto di vista.

Quello che ho potuto notare sia su me stesso, che in particolare sull’aspetto “psico-fisico” delle coppie, è che oggi in questa particolare situazione ci troviamo a “scoprire” un Eros “diverso”, cioè, magari non molto in realtà dal passato, e mi spiego meglio.

Abbiamo tutti in “mente” Eros questa divinità che si occupa del piacere carnale, ma abbiamo ben scoperto che non è sempre cosi.

Molto spesso, proviamo davvero sensorialmente piacere anche per un particolare cibo consumato, e mi viene in mente il classico #ashtag (foodporn), proprio per rimarcare quel connubio extra sensoriale prima descritto. Credo che proprio questo sia uno degli elementi di questa nuova visione (non sempre positiva) della riscoperta dell’eros, e anche del piacere non più visto solo con un rapporto sessuale, che in passato avevamo la percezione quasi come una routine, e che oggi viene vissuto in parte con ansia, ma dall’altra con un forte trasporto fisico, godendo e assaporando ogni centimetro del partner.

Ma quindi è un “progresso” o un “regresso” dell’Eros?

Sicuramente non ha fatto passi avanti, anzi, ma quando questo però incontra un sincero stato di relax viene vissuto come l’esperienza più unica del mondo.

Perché se c’è una cosa che ho capito da questo turbolento periodo, è che ogni cosa semplice, diventa ARDENTE appena riscoperta.