Shine Bright Like A Diamond

Questo articolo lo dedico ad una persona, un’anima, un mondo: Me stesso.

Si, scrivo a me stesso, affinché anche voi possiate capire chi sono veramente, cosa mi passa e cosa mi è sempre passato per la mente, e cosa mi spinge a essere ciò che sono.

Partiamo a ritroso. Fin da piccolo, dalla tenera età, cercavo nei giocattoli che mi venivano dati in regalo, una spiegazione, non solo una richiesta. Ero spontaneo, per ogni cosa chiedevo “perché” di questo e di quello, e questa domanda ancora oggi mi assilla.

Ricordo che andavo matto non solo per i robot, la mia vera passione e ossessione da piccolo, ma soprattutto per i regoli e pongo. Si quella sostanza a forma di plastilina che poteva cambiare in base a come la si modellava, stimolava in maniera incredibile la fantasia. Non mi capacitavo di come quella cosa all’apparenza brutta avesse quella materia e poi ne assumeva un’altra e stimolava in me la fantasia di modellarla a piacimento. I cubetti, i dinosauri, le macchine, la facevo scaldare sul termosifone, era davvero il massimo per il mio cervello sino ai 9 anni, in cui realizzai che era un materiale industriale creato apposta, da quell’anno in poi passai a quella che oggi chiamiamo “tecnologia”.

Ma quella curiosità, quella domanda sul perché delle cose, sul fatto che non venivano dette subito per quello che erano, ma che doveva esserci dietro, sul “non detto”. Quella curiosità me la portai sempre appresso, ancora oggi, alla soglia ormai dei quasi 30 anni. In amicizia, in amore, negli studi, non sono mai riuscito a stare zitto e a non cercare di capirne di più. Certo, questa mia curiosità mi ha portato a scontri con persone che oggi, con più esperienza ed il senno di poi, capisco essere io troppo estroverso e loro troppo introversi.

Mi sono sempre sentito, “differente” ma non “diverso. Differente, perché come una lampadina a led in mezzo a tante alogene, cercavo di brillare di mia luce e questo mi comportava anche di isolarmi dagli altri, di selezionare gli altri.

Credetemi quando sento le vostre storie, vi capisco, eccome vi capisco. Non siete malati, preoccupati, o soli, siete come me, “differenti”.

Arriviamo ad oggi. La gran parte die miei coetanei dai 30 in su, ritiene inutile scrivere, leggere, porsi domande, anche in presenza di una famiglia tutta propria, perché tanto l’importante è “pagare bollette, mangiare schifezze, crescere figli ed indebitarsi fino al collo”.

Io non ce l’ho con loro, ovvio sono scelte personali, anche a me farebbe piacere avere una mia famiglia, ma ritengo che prima deve esserci un percorso di benessere interiore che ti porta al gradino finale della famiglia, e non che essa sia la tua invisibile gabbia

Pubblicato da alemasux

Benvenuti nella pagina. Se siete venuti fin qui è perché siete come me spinti da curiosità, riflessioni e spunti personali. Condividere con gli altri, e anzi aggiungere un vostro pensiero, aumenterà la mia e la nostra consapevolezza.

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