Prove di immortalità: Entro il 2030 i nanorobot inseriti nel corpo

Sembra un utopia, ma del resto questo periodo ci sta insegnando che nulla (nel bene o nel male) è impossibile.

Cosi come è il mito della “eterna giovinezza” e “immortalità” inseguito da sempre dalla alta classe nobiliare antica e dalla classe top finanziaria di oggi.

Ma con lo sviluppo tecnologico di oggi è possibile arrivare a sperimentare tutto questo?

La risposta è si. Ed infatti sono numerose ormai, odierne e passate le pubblicazioni in ambito medico. Pochi giorni fa la rivista in ambito medico Science a rilasciato un’articolo in cui si parla dell’utilizzo entro il 2030 di una tecnologia sottocutanea, iniettabile, basata sull’impego di nanorobot.

Si ok ma cosa sono i “nanorobot”? Sono per l’appunto dei robot rimpiccioliti di 9 volte la grandezza di un centimetro, che come una “squadra di calcio” lavoro in contemporanea per abbattere una cellula dannosa (come ad esempio quelle tumorali) o ricostruire o favorire la costruzione di nuove (come ad esempio le cellule staminali).

Sicuramente qualche esperto o medico riderà  davanti a questa descrizione, ma la mia non è presunzione da tuttologo e lungi da me esserlo, ma solo grande curiosità.

Certo, c’è chi crede che un utilizzo errato di tale tecnologia possa invece che curare, magari “indurre” alla morte attraverso la replicazione di quelle cellule dannose, magari favorendone la velocità di replicazione.

E’ sicuro che ne scopriremo molto di più nei prossimi anni, quando questa tecnologia (vista anche l’attuale crisi economica) è davvero solo alla portata di pochissimi miliardari nel mondo, e sarà sicuramente dopo il 2030 alla portata anche di noi poveri comuni mortali.

C’è chi pensa che questa tecnologia sia solo un modo per emulare o spingere al massimo la ricetta della eterna giovinezza, tentando di eliminare il processo di invecchiamento e quindi “non accettando” il fatto che ci sia un “passare degli anni” inesorabile e con esso il rallentamento del processo di rigenerazione delle cellule.

Personalmente la mia idea è che da una parte mi affascina l’idea che ci sia una tecnologia che possa quanto meno curare o fermare sul nascere bruttissime malattie, ma l’idea di avere dei componenti movibili all’interno del mio corpo mi lascia al quanto perplesso. Non sono un cultore del mito dell’eterna giovinezza, ma l’idea che io possa vivere più anni dei miei genitori e soprattutto in salute mi farebbe piacere.

L’utilizzo dei nanorobot non si ferma solo nell’ambito medico, ma anche in quello economico. Da circa un’anno si parla di un progetto inserire un microchip sottocutaneo per sviluppare una moneta elettronica con tanto di portafoglio (wallet) perfettamente integrata nella “Digital Economy” e “Società Cashless” (a tal riguardo vi invito a leggere i miei passati articoli).

Logicamente queste nuove tecnologie come in futuro anche l’acqua (ne scriverò a breve un’articolo), saranno sicuramente oggetto di speculazioni finanziarie e guerre di tutti i tipi per accaparrarsi al migliore tecnologia al più basso prezzo.

Tutto questo discorso però rappresenta un elementi di “rottura” con l’attuale e passato mondo che abbiamo vissuto, e che nel bene e nel male ci cambierà per sempre.

Pubblicato da alemasux

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