Mala tempora currunt sed peiora parantur

Pronunciava così più di 2000 anni fa Marco Tullio Cicerone, quando all’interno dell’Impero Romano tra vicissitudini varie si presagiva a “eventi brutti e tempi ancor più brutti”, o meglio per trascrivere dal latino “stiamo vivendo tempi non buoni, ma si preparano tempi peggiori”, ed in fondo non si sbagliava.

Questo conferma non solo l’incredibile, visione predittiva dei romani, cosi percettivi e interessati agli eventi naturali, da segnalarne in anticipo brutti tempi.

Brutti tempi che è chiaro a tutti che stiamo vivendo, e non solo noi umani.

Si lei, il nostro pianeta, la Terra, che (anche per causa nostra) soffre. Soffre per l’inquinamento elettromagnetico, chimico, e soffre perché sente, percepisce che questa situazione che sta accadendo ai suoi abitanti umani, umana non è.

E quindi cosa fa? Come tutte le forme di vita dotate di “omeostasi” si ribella a tutto ciò, e lo fa nella maniera anche più “spettacolare” possibile.

Solo di ieri ci giungono dalla Sicilia, o meglio, dalle città limitrofe al vulcano Etna che erutta ormai incessantemente da più di una settimana, coprendo ieri con una coltre nera di fuliggine tutte le strade e case dei paesi li vicino, e rivedendo le immagini ci sembra un po’ come immaginare la Pompei di migliaia di anni fa.

Ma non solo i vulcani eruttano. E’ di pochi giorni fa una segnalazione di un sisma in Giappone di 8 gradi della scala Richter! (si avete capito bene 8 gradi). Essendo i giapponesi molto più preparati di noi, ed avendo speso miliardi da dopo Fukushima, hanno costruito case “elastiche”, cioè strutture robuste, ma capaci di ondularsi in caso di terremoto e quindi non rimanere statiche e crollare, ed infatti non ci sono state vittime.

Rimanendo in tema vulcani, anche in Nepal e Birmania ci sono state altre eruzioni. Oppure ricordare anche come pochi giorni fa sia nel porto di Pozzuoli, che in alcuni canali di Venezia, praticamente c’era la secca, cioè totalmente senza acqua.

Come non dimenticare invece, proprio questa estate, il terremoto di 6.8 gradi che colpì una cittadina vicino Zagabria, praticamente radendola al suolo, mietendo vittime e feriti.

Ormai diamo per scontati lo scioglimento dei ghiacci, oppure cosa è successo in Texas, cioè una specie di “mini glaciazione” che ha ghiacciato tutto lasciando gli ignari cittadini texani per settimane senza, luce, acqua , gas, e viveri, quasi da scenario apocalittico.

Ora non sono un vulcanologo, geologo, biologo e né tantomeno un attivista con l’hashtag  #StopGlobalWarming, magari caro al movimento di Greta Thunberg, però penso che qualcosa di grande deve davvero accadere non solo al livello di omeostasi, di cambiamenti umani, ma anche di natura, quella natura così alle volte bella e brutale, che anche attraverso cataclismi rimette apposto il suo equilibrio e che noi sappiamo cogliere i messaggi che invece gli antichi romani seppero fare.

Pubblicato da alemasux

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